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Diritto romano

 

Roman law

 

Anno accademico 2015/2016

Codice attività didattica
GIU0339
Docente
Prof. Ferdinando Zuccotti (Titolare del corso)
Corso di studio
Laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza - a Torino (D.M. 270/2004) [f004-c501]
Anno
4° anno
Tipologia
Di base o A scelta in tutti i corsi di studio del Dipartimento
Crediti/Valenza
6
SSD attività didattica
IUS/18 - diritto romano e diritti dell'antichità
Erogazione
Tradizionale
Lingua
Italiano
Frequenza
Facoltativa
Tipologia esame
Orale
Prerequisiti
  • Italiano
  • English
Conoscenze umanistiche di base, specialmente in ambito storico.
 
 

Obiettivi formativi

  • Italiano
  • English

Lo studio della tecnica formulare nel processo classico romano è volta a rintracciare le tecniche di astrazione attraverso cui, sulla base di un numero limitato di termini, locuzioni e moduli espressivi, i giuristi romani hanno saputo ridurre la variegata realtà della vita ad elementi e clausole formulari prefissati una volta per tutte e liberamente accostabili secondo le più disparate necessità nella formula adattata al caso concreto, interagendo l’una con l’altra per convergere verso la soluzione finale della lite.

Questo sotto un primo aspetto sembra costituire la prospettiva più idonea per comprendere la reale dimensione del diritto romano, ormai troppo spesso visto, nel suo studio istituzionale, come un insieme di istituti regolati in una prospettiva di diritto sostanziale anziché, come in realtà avvenne, da un punto di vista squisitamente processuale.

Ma ancora di più, tale tipo di impostazione di studio risulta imprescindibile per addentrarsi con migliore cognizione di causa e più approfondita preparazione tecnica in quel peculiare strumento di soluzione dei problemi che, per quanto purtroppo sempre più oscurato nelle nostre università da una visione meramente nozionistica del diritto, permane risolutivo ancora nella scienza giuridica attuale così come nelle professioni pratiche in cui essa si estrinseca: strumento che si può semplicemente indicare come “capacità di ragionamento giuridico”, intendendo tale elemento nella sua dimensione più alta e tecnicistica e quindi ancora oggi come intrinseca ed irrinunciabile caratteristica del “giurista” che non si limiti ad essere un mero “operatore del diritto”.

 

Risultati dell'apprendimento attesi

  • Italiano
  • English

Il fine del corso è che lo studente impari a conoscere un limitato esempio degli elementi formulari del processo romano classico, pervenendo per tal via a conoscere il valore paradigmatico di tali elementi che in poche ed univoche parole pervengono ad indicare sinteticamente ma con estrema precisione una fattispecie o un problema giuridico, fornendone immediatamente la soluzione: tecnica di sintesi che in ultima analisi si può considerare la struttura portante della scienza del diritto quale è conosciuta nell’esperienza giuridica europea. Appare poi naturale che un simile studio perfezionerà il discente nella capacità di un uso tecnicamente esatto dei vari termini giuridici, vedendo in essi non solo un semplice nome, ma altresì e soprattutto l’indicazione del peculiare regime normativo ad ognuno di essi sotteso.

 

Modalità di insegnamento

  • Italiano
  • English
 

Oltre alle lezioni frontali del docente, il corso tenterà nella sua seconda parte di coinvolgere gli studenti nella lettura e interpretazione delle fonti antiche oggetto del programma, in maniera tale da fornire loro gli strumenti per una cognizione elementare delle tecniche di esegesi dei testi giuridici romani.

 

Modalità di verifica dell'apprendimento

  • Italiano
  • English
 

L’esame si svolgerà in maniera tradizionale in forma orale, ma l’interrogazione prenderà in ogni caso le mosse da un testo giuridico romano scelto dallo studente, in ordine al quale egli dovrà dare una spiegazione del significato e dei problemi giuridici presentati per poi collegarlo in maniera critica agli aspetti generali della materia oggetto del corso.

La valutazione finale verrà espressa in trentesimi.

 

Attività di supporto

  • Italiano
  • English

Verranno fornite, pubblicandole nel sito del dipartimento, le traduzioni italiane delle fonti giuridiche romane esaminate nel corso. Per ogni problema relativo alla traduzione nonché alla spiegazione di tali testi, gli studenti che lo desiderino potranno rivolgersi agli assistenti indicati dal docente. 

 

Programma

  • Italiano
  • English

Il corso intende analizzare, in maniera relativamente approfondita e seguendo un metodo imperniato sulla diretta esegesi delle fonti giuridiche antiche, la tutela processuale delle servitù prediali e del loro esercizio, guardando in particolare alla centralità dello strumento interdittale nel risolvere non solo le liti relative alla sussistenza su un piano di fatto del rapporto fondiario, ma altresì le controversie relative alle quotidiane modalità di esercizio della servitù (come, in primo luogo, il tracciato secondo cui va esercitato una servitù di passaggio o di acquedotto).

Nonostante l’apparente marginalità dell’istituto considerato, si tratta di un aspetto del diritto privato in cui il processo romano – e in primo luogo gli interdetti, che ne costituiscono per certi versi l’aspetto più peculiare – mostra meglio che in altri ambiti le modalità con cui il sistema classico ed il suo caratteristico impianto di moduli e clausole prefissati, su cui si fonda nella formula l’impostazione pretoria del giudizio e della sentenza, giungevano a descrivere e a sussumere in una prospettiva tecnicistica la realtà quotidiana di un rapporto giuridico e a risolvere per tal via i vari problemi concreti da esso presentati.

Al di là del notevole esempio offerto in tal senso dalle azioni e soprattutto dagli interdetti relativi alle servitù prediali, infatti, quanto soprattutto interessa mostrare ed offrire alla generale preparazione giuridica del discente è come l’esperienza giuridica romana – con conseguenze che si proiettano direttamente sulla scienza del diritto privato altresì medioevale nonché moderna – operasse innanzitutto in una prospettiva processuale e trovasse quindi la sua più specifica caratteristica nel predisporre termini, locuzioni e moduli espressivi dal significato univoco e definitivo, e per tal via idonei a riflettere nella maniera più diretta la regolamentazione giuridica sottesa ad un istituto: in maniera tale da porre così le basi per una corretta applicazione di quest’ultima, in una dimensione per vari versi di soluzione per così dire sintattica prima ancora che giuridica, ed incanalando per tal via la decisione del giudice, in maniera naturale e tuttavia necessaria, verso una soluzione della lite che per un verso fosse perfetta espressione delle regole elaborate per disciplinare tale istituto, e che d’altro lato si inquadrasse armonicamente nei principii generali delle architetture giuridiche di fondo del diritto romano.

Guardando quindi in primo luogo l’aspetto fondamentale dell’esercizio quotidiano della servitù e dei problemi pratici cui dà luogo, ci si concentrerà soprattutto sulle formule delle due azioni de servitute (confessoria e negatoria) e degli interdetti relativi ai vari tipi di iura praediorum conosciute nel periodo classico e nel processo formulare, studiando in primo luogo le clausole tipicizzate su cui essi erano costruiti ed i moduli prefissati su cui nella fase contenziosa si impostava la concreta regolamentazione del rapporto tra i due fondi. Invfne, ci si volgerà ad alcuni aspetti della evoluzione del rapporto di servitù nel diritto nel diritto tardoantico e medioevale nonché moderno, mostrando soprattutto come non poca parte dei mutamenti di ordine sostanziale del loro regime dipenda direttamente dalle scelte tecniche operate dai vari ordinamenti in ordine alla loro tutela processuale, e tentando quindi di fornire un relativamente compiuto quadro di insieme degli intrinsechi aspetti strutturali che, in tale specifica figura giuridica così come altresì in una prospettiva più generale, rimangono in ogni caso sempre sottesi ai mutamenti ed alle evoluzioni che un istituto può conoscere nei diversi periodi storici.

 

Testi consigliati e bibliografia

  • Italiano
  • English

Per la preparazione dell’esame verrà posto a disposizione degli studenti un e-book (La tutela interdittale delle servitù prediali. Elementi per un corso di diritto romano) scaricabile dal sito dell’università.

L’e-book, di circa 280 pagine effettive, consiste in una breve introduzione volta a riprendere e ad approfondire gli elementi relativi alle servitù prediali e alla tutela interdittale già in parte studiati nel corso di Diritto Privato Romano, quindi in un saggio sulle modalità di esercizio delle servitù, ed in particolare sul tracciato secondo cui essa va usata, e sulla funzione del processo interdittale di tutelare tali modalità di esercizio ma altresì di fissarle una volta per tutte qualora l’incertezza circa esse dia luogo a liti tra i proprietari dei due fonti, poi in un articolo sul problema della manutenzione o refectio delle servitù, in primo luogo di passaggio, ed infine in uno studio sugli aspetti storici e comparatistica dello sviluppo della figura delle servitù prediali, dal diritto greco al diritto moderno, mirante soprattutto a mettere in luce gli aspetti strutturali che ne determinano nei diversi contesti giuridici mutamenti ed evoluzioni.

 
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    Ultimo aggiornamento: 27/07/2015 15:48
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